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Fantasia senza controllo che ti afferra per il collo.
a cura di Gigi Monfredini

Il solista - Terza e ultima puntata
(19-06-2007) Pagina stampabile

Nonostante la bellezza di ciò che lo circondava, il Violino, trascorse una mala notte, si svegliò più volte, e quando si addormentava tremendi incubi s'impadronivano del suo inconscio. L'immagine degli strumenti cacciati dal paese dei Suoni, non gli dava pace. Sentiva le terribili Orde di Rumore avvicinarsi, vedeva le ombre scure degli aeroplani coprire la luce del sole, e soprattutto si rendeva conto che il suono delle sue corde nulla poteva contro il fragore. Il mattino seguente, raccontò agli amici le sue angosce, e disse che stava perdendo la speranza, non potevano nulla contro il rumore. Il vecchio Sax che n'aveva viste di cotte e di crude, raccontò al Violino sfiduciato, che lui sapeva dove andare e c'era ancora una speranza, un luogo dove ricominciare.

La Cornetta lo ascoltava pensando che non sapeva se sarebbe riuscita a muoversi ancora dalla riva del fiume, i pistoni erano oramai bloccati del tutto da ossidazioni verdastre. Per infondere coraggio agli amici e dare loro il tempo di riprendersi dagli sforzi fatti, il vecchio Sax pensò di raccontare la storia del silenzio assoluto che aveva incontrato in gioventù. A quel tempo se ne andava in giro su una chiatta di contrabbandieri, che percorrevano il fiume avanti e indietro. Con lui c'era un vecchio pianoforte scordato, un'armonica a bocca gentile, e una chitarra sfrontata. Con loro eseguiva musiche jazz, e ballate popolari, una vera scuola di ritmi interessanti.

Questi contrabbandieri avevano un rifugio dentro una grotta dove nascondevano le merci che trasportavano. In quel luogo nelle viscere della terra aveva sentito per la prima volta il silenzio assoluto, dove le note vibravano senza ostacoli. Il Violino pensava che il Sax si stesse inventando tutto, per dare loro una speranza, e anche se il racconto gli sembrava assurdo fece finta di credere all'amico. In fondo andare a cercare la grotta del silenzio assoluto era sempre meglio di niente. Al pomeriggio i tre strumenti si rimisero in marcia, seguendo le indicazioni del Sax, che faceva finta di ricordarsi la strada, e confidava nella fortuna. Il caso volle che verso il tramonto videro un pontile d'attracco per barconi, tutto coperto d'erba palustre e canne, ovviamente in disuso.

Il vecchio Sax riconobbe il luogo, e cominciò a suonare note di un brano jazz della sua gioventù, tanto era entusiasta. La Cornetta, anche se sfinita si unì a lui improvvisando note che erano talmente deboli, che sembravano eseguite con la sordina, ma in ogni caso efficaci. Il Violino ancora scettico non si fece prendere dalla felicità che lo circondava e s'incamminò verso l'interno, lasciando gli amici a festeggiare vicino al pontile. Dopo poco tempo, trovò l'entrata della grotta, e comprese che il vecchio Sax non gli aveva mentito. Il tramonto riusciva a lanciare ancora qualche bagliore di luce arancione nell'ingresso ma il ventre della grotta rimaneva celato dall'oscurità. Il violino avanzò cautamente cercando di percepire qualche suono che potesse aiutarlo, ma il buio era così intenso che più volte pensò di tornare indietro. Improvvisamente la grotta s'illuminò e apparve nella sua enormità.

Il vecchio Sax, sapeva come fare funzionare il generatore che utilizzavano i contrabbandieri e aveva fatto scattare l'interruttore generale. Anche la Cornetta davanti a quella visione rimase senza note. La grotta del silenzio assoluto esisteva e sarebbe diventata la loro nuova casa. Il violino volle visitarla tutta, era affascinato dall'incredibili sonorità che possedeva quando lanciava frasi musicali in quell'aria sospesa che le accoglieva con delicatezza accarezzando ogni fraseggio e armonia. Il fatto stupefacente fu che il Vecchio Sax, trovò addormentati sotto una coperta, polverosa, il Pianoforte scordato, l'Armonica e la Chitarra, compagni delle scorrerie sul fiume. Dopo averli svegliati, e salutati presentò loro il Violino e la Cornetta e anche se tutti erano provati dalle sofferenze affrontate gli strumenti suonarono insieme blues e ricordi dei vecchi tempi.

La grotta del silenzio assoluto era un ottimo rifugio, e il Violino propose che avrebbero dovuto cercare di salvare più strumenti possibili e portarli in quel luogo per dare inizio a una nuova esistenza basata solo sulla musica. Il giorno seguente partirono per recuperare gli strumenti, dai boschi, dalle paludi, dai dirupi, in cui erano finiti, dopo la fuga dal paese dei Suoni, attaccato dalle Orde del Rumore. Liberarono le Arpe dagli arbusti che le imprigionavano, salvarono il Contrabbasso da una pozza di fango che stava per ingoiarlo interamente, recuperarono Corni, Trombe, Fagotti, Clarini, strumenti ad arco e percussioni. Ben presto si era sparsa la voce dell'esistenza della Grotta del Silenzio Assoluto e gli strumenti arrivavano anche da soli, stremati, ma con la speranza di potere ancora suonare. Le Orde di Rumore oramai erano padrone di tutto il territorio e la pace e la tranquillità erano sparite ovunque, solo all'interno della grotta la musica continuava a vivere dando speranza, felicità e gioia a quegli strumenti profughi che l'amavano.

Il Violino Solista ora circondato dall'affetto degli amici, suonava in armonia con quella nuova orchestra. La disperazione che lo aveva spinto a tentare il suicidio, si era tramutata in forza, e consapevolezza della bellezza che sapeva creare con le note. Questa convinzione condivisa anche dagli altri strumenti, li spinse a suonare ogni giorno e sempre con maggiore energia, finché il suono divenne così potente da uscire dall'entrata della grotta, con la sua bellezza cominciò a spingere le Orde di Rumore sempre più lontano, fino a farle spegnerle. La forza della musica e di quegli strumenti caparbi, riuscirono a colpire il cuore degli umani che compresero di non potere vivere senza tanta bellezza. Il modo di vivere cambiò, il frastuono non fu abbandonato, ma cominciarono a vivere isole di musica, dove le persone provavano piacere insieme e si scambiavano emozioni.

Gli strumenti ritrovarono sicurezza, e tornarono ad un'esistenza degna. Il violino solista, ora faceva concerti in tutto il mondo acclamato anche dagli strumenti che lo accompagnavano e appena poteva tornava sul fiume che gli aveva ridato la felicità. Il vecchio Sax, la Cornetta, il Pianoforte, il contrabbasso e qualche percussione, suonavano su una chiatta che portava dalla città del Frastuono giovani strumenti a visitare la Grotta del Silenzio Assoluto, dove, raccontando le loro avventure musicali, infondevano coraggio e speranza alle nuove generazioni. Il mondo non è un luogo perfetto, è pieno d'orrori e ingiustizie, la musica non può certo da sola salvarlo ma certamente può miglioralo. La storia finisce qui, ma non si conclude perché le emozioni sono dentro di noi e non si assopiscono mai, anche quando pensiamo d'averle perdute, basta il suono di un violino solista, un Vecchio Sax o una Cornetta malmessa, che eseguano una melodia, per farle rivivere e ridare un senso alla vita. Almeno spero.

Fine


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